Andrea Arban esporrà opere NFT visibili tutti i giorni del Festival.

[Gli NFT sono non-fungible token (NFT, in italiano gettone non fungibile o gettone non riproducibile) è un tipo speciale di token, che rappresenta l’atto di proprietà e il certificato di autenticità, scritto su Blockchain, di un bene unico (digitale o fisico). I gettoni non fungibili non sono quindi reciprocamente intercambiabili. Quindi, in parole povere, per l’arte è un “gettone” che dimostra la proprietà e l’autenticità di un’opera d’arte digitale, fornita da un artista. Questo token funge da certificato di proprietà e autenticità per il bene digitale, consentendo a artisti e collezionisti di scambiare opere d’arte digitali in modo tracciabile e verificabile].

Inoltre, Andrea Arban esporrà in video, le sue opere, che verranno proiettate nelle pause dei convegni e la sera.

Qualcosa di più su Andrea Arban

Andrea Arban attraversa l’arte come un viaggiatore inquieto, iniziando il suo percorso alla fine degli anni Settanta come scultore, per poi spingersi oltre i confini della materia. Dalla pietra e dal ferro ha estratto emozioni, trasformandole in installazioni che parlano di fragilità, di paure collettive, di libertà negate.

Le sue radici affondano nella psicologia junghiana, nei suoi archetipi, e si intrecciano con il pensiero duchampiano e con l’Arte Povera di Merz, Pistoletto e Kounellis. L’opera di Arban è un dialogo costante con l’esistenza, un tentativo di dare forma a ciò che è invisibile ma profondamente reale.

Negli ultimi anni, questo viaggio si è esteso al mondo digitale. Con progetti come Black&Pink Balloons Metamorphosis, Arban unisce installazioni fisiche e ambientazioni distopiche trasformandole in opere NFT uniche, certificate su blockchain. Le sue mostre diventano così luoghi ibridi, dove il reale incontra il virtuale e ogni spettatore è invitato a varcare una soglia, portando con sé una domanda: cosa resta dell’individuo in un mondo che ci vuole tutti uguali?


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